Prendere uno stop è come essere sbalzati in mare da un'onda anomala. Ma risalire a bordo non significa ricominciare subito a remare.
E' arrivato. Il livello che segnava il limite della validità della nostra analisi è stato superato. Abbiamo preso lo stop. La sensazione di dover rimediare subito, di colmare il vuoto lasciato (anche nel conto) è tale che vorremmo immediatamente sentire quel click del mouse ad indicare che siamo di nuovo al timone della nave con un nuovo trade. Che coprirà la perdita e lenirà la nostra sofferenza.
In questi anni, ho imparato a mie spese che il revenge trading è deleterio tanto quanto non mettere lo stop alle operazioni. Il trading non è mai agire d'impulso, ma resistere alle sirene che ci tentano e mantenere la rotta della strategia. Non sto usando il paragone delle sirene solo per creare effetto, ma perché lo ritengo un esempio di lucidità e ragionevolezza estremamente pertinente. Come Ulisse dobbiamo rimanere fermi e ancorati a ciò che abbiamo già stabilito, con criterio e metodo, in momenti di quiete. Lo so, il primo pensiero è : "ok, ho preso lo stop perché il mercato mi é venuto contro. Quindi apro immediatamente una posizione opposta, recupero e mi salvo." E, se incominciamo ad accarezzare quel pensiero, veniamo irrimediabilmente risucchiati nel vortice delle operazioni senza strategia. Proprio l'altro giorno parlandovi della mia operazione finita male " A caccia di fantasmi" vi raccontavo di come a volte la mente ci giochi brutti scherzi, portandoci a vedere segnali dove c'è solo nebbia. Quell'esperienza mi ha spinto a fissare una distinzione che ogni trader dovrebbe scolpire nel proprio diario: non tutti gli stop pesano allo stesso modo.
Esistono uno stop Buono ed uno Cattivo.
Lo Stop Buono è il pedaggio della rotta. E' quella perdita che arriva nonostante tu abbia rispettato ogni virgola del tuo piano. Hai analizzato, hai atteso il segnale, hai calcolato il rischio e sei entrato. Se il mercato decide poi di girarsi, non hai nulla da rimproverarti : è pura statistica, il costo fisiologico del fare trading. Lo accetti, lo registri e prosegui.
Lo Stop Cattivo invece è il figlio diretto dei fantasmi di cui parlavamo. E' quello che arriva quando forzi la mano, quando entri per noia, per paura di perdere l'occasione o perché vuoi avere ragione a tutti i costi. Questo stop comporta una doppia perdita : perdiamo il capitale finanziario ma, cosa ben più grave, perdiamo il capitale psicologico.
Mentre lo stop buono ti conferma che sei un professionista disciplinato che accetta l'incertezza, lo stop cattivo ti urla che se stato tu il tuo peggior nemico.
Riconoscere questa differenza è il primo passo per smettere di inseguire i fantasmi e ricominciare a navigare a vista ma con la bussola in mano.
La strategia è questo: è l'albero maestro che ci consente di mantenere razionalità e fiducia nei momenti in cui le emozioni potrebbero farci deviare dalla rotta stabilita.
Cosa faccio, quindi, dopo un'operazione chiusa in perdita?
Nell'immediato: assolutamente niente. Mi fermo. Accetto lo stop. Che sia stato buono o cattivo prendo atto delle conseguenze delle mie decisioni.. Non cerco colpevoli esterni né giustificazioni. Riponendo fiducia nella mia strategia e nel percorso che ho affrontato per strutturarla, non mi serve rimuginare sull'accaduto. Annoto, questo sì, sulla mia agenda l'esito del trade. Se è iniziato vari giorni prima riporto la data di entrata in modo da recuperare rapidamente in seguito tutte le informazioni e le valutazioni fatte prima di dare l'ok all'operazione. Poi, terminato il recap, distolgo lo sguardo dai grafici per un pò, in modo da pulire la mente dal condizionamento che l'analisi precedente potrebbe aver lasciato.
In secondo luogo : il rito di pulizia del grafico.
Una volta accettato lo stop, arriva il momento del mio personale rito di purificazione : la pulizia del grafico. Sembra un gesto banale, quasi meccanico, ma vi assicuro che ha una valenza psicologica enorme.
Cosa succede quando restiamo a fissare un grafico pieno di linee, frecce e livelli che appartengono ad un'operazione appena chiusa in perdita? Succede che stiamo ancorati al passato. Quei livelli non sono più riferimenti tecnici, sono cicatrici. Ogni volta che il prezzo si avvicina ai punti che avevamo tracciato per il nostro vecchio ingresso, scatta un meccanismo perverso che si chiama bias di conferma. Inconsciamente, cerchiamo prove che la nostra analisi originale fosse corretta e che lo stop sia stato solo un errore del mercato.
Per questo motivo il terzo step, l'elaborazione Piano B, comincia sempre con un tasto "Cancella tutti gli oggetti". In un istante il rumore scompare. Lo schermo torna pulito, essenziale, vergine. Cancellare i vecchi livelli significa ammettere che quella narrazione è finita. E' come ammainare le vele strappate per metterne di nuove : non puoi navigare con i resti del naufragio a bordo. Con lo schermo pulito, essenziale, recupero il dialogo diretto con il prezzo. Senza i filtri delle mie vecchie convinzioni posso accorgermi di dettagli che prima ignoravo : una candela di inversione che non avevo visto, un supporto che si sta formando più in basso, o semplicemente il fatto che il mercato ha cambiato forza e direzione. Osservo e ricomincio.
Ogni volta riparto da zero. Questa tabula rasa non è fuga dalla realtà, ma un atto di umiltà. Significa dire a sé stessi : "non ho capito questo movimento, ricominciamo dall'ABC". Solo così il piano B può essere davvero nuovo e non un semplice tentativo disperato di rimettere in piedi un castello di carte che il vento ha già spazzato via.
In definitiva , prendere uno stop non ci rende cattivi trader. Non saperlo gestire invece sì. Il mare non chiede scusa e non cambia direzione per venirci incontro. Siamo noi a dover aver la forza di non farci fermare dal nostro orgoglio. Il trading in fondo è una lezione continua di umiltà. Ogni volta che premiamo quel tasto 'cancella' sui nostri grafici, stiamo dicendo al mercato che siamo pronti ad ascoltarlo di nuovo, senza pregiudizi e senza rancore.
Non conta quanto sia profondo il vuoto che una perdita lascia nel conto; conta quanto velocemente riusciamo a colmare il vuoto della nostra razionalità. Ricordiamocelo la strategia è l'albero maestro, ma la disciplina è la cima che ci tiene legati ad esso quando le sirene del revenge trading iniziano a cantare.
Domani il sole sorgerà di nuovo sui mercati. Ci saranno nuovi livelli, nuove onde e nuovi venti. Se avremo avuto la disciplina di fermarci, di pulire i grafici e di elaborare un Piano B con mente fredda, saremo ancora lì, pronti a navigare. Perché un trader non si vede da come cavalca l'onda del profitto, ma dalla compostezza e dalla lucidità con cui risale a bordo dopo essere stato sbalzato in mare.
Buon trading e, soprattutto, buona navigazione.
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