domenica 5 luglio 2026

La strategia : la bussola del trader. Come ho creato la mia strategia di trading (e come puoi farlo anche tu)


Sapere come si gioca non consiste solo nel colpire bene la palla, bensì nel fare la scelta giusta, nel sapere quando smorzarla o colpirla forte, alta, lunga, con backspin o topspin o piatta, e in che punto del campo indirizzarla.”
(Rafael Nadal)


Abbiamo parlato tanto nei nostri incontri di strategia.
Abbiamo visto come si compone e, soprattutto, come dobbiamo obbligarci a metterla in pratica ogni singolo giorno. Oggi però voglio fare un passo indietro. Voglio raccontarvi come io personalmente sono arrivata a creare la strategia che utilizzo quotidianamente per affrontare i mercati. Spesso si pensa che una strategia nasca da complessi algoritmi matematici o da formule segrete. La realtà, come vedremo, è molto più umana.

Il mio inizio nel caos (e l'illusione del "fiuto")

All'inizio, quando muovevo i primi passi nel trading, ero ancora piuttosto inconsapevole di una grande verità: le bordate che il nostro modo di essere e di pensare riversa sul nostro operare sono devastanti. Guardavo i grafici con curiosità, ma anche con quel dubbio tipico delle prime volte: riuscirò mai a capirci qualcosa?

Non avevo assolutamente idea che ci volesse un "piano" strutturato per tradare. Non sapevo fosse necessaria una bussola. Pensavo, in modo molto cinematografico, che per fare questo mestiere servisse il famoso "fiuto per gli affari", quello tipico dei film d'oltreoceano ambientati a Wall Street. Credevo di dover scovare in qualche modo dentro di me questa sorta di sesto senso. Ho imparato abbastanza velocemente che la faccenda era al tempo stesso molto più complicata e molto più semplice di così. Mossa dalla fretta di guadagnare (un classico, vero?), ho iniziato ad applicare al grafico i primi indicatori che trovavo online. Ho inserito i più popolari, come l'RSI e lo Stocastico, per poi cercare di completare il quadro con l'analisi tecnica tradizionale e qualche elemento di analisi fondamentale. Il problema? Per ogni grafico che studiavo, applicavo indicatori ed oscillatori a caso, senza setup mirati. Altre volte, invece, modificavo i parametri dei setup solo per ottenere la conferma che volevo io, forzando il mercato a darmi ragione.

Come se non bastasse, utilizzavo timeframe diversi in giornate diverse. Passavo da un grafico a un'ora (H1) a quello a quattro ore (H4), fino ad azzardare operazioni sul quarto d’ora (M15). Il risultato era, neanche a dirlo, un caos totale. Sui grafici, ma soprattutto nella mia testa. 

La svolta: un'agenda e tre domande. 

Finché un giorno, davanti a schermate che sembravano sempre più incomprensibili, ho dovuto guardare in faccia la realtà. Ho ammesso che così non andavo da nessuna parte. Mi ci voleva più chiarezza (e dato il mio nome, Chiara, avrei anche potuto arrivarci prima, no?).

Allora ho fatto un gesto d'impulso. Ho preso la mia agenda e ho letteralmente "buttato giù" una lista. Sono sempre stata affezionata al cartaceo: ho un bisogno viscerale di fissare sulla carta qualsiasi pensiero, dalla lista della spesa all'illuminazione improvvisa. Ho elencato una check list che mi aiutasse a elaborare un sistema di lavoro. Ancora ignoravo che quel semplice sistema, un giorno, sarebbe diventato la mia "Strategia".

In fondo, gli antichi filosofi dicevano che la prima vera saggezza risiede nel Conosci te stesso . La mia check list era composta da tre domande apparentemente banali, ma profondamente trasformative, che miravano proprio a quello :

1.Che tipo di trader sono (o meglio, vorrei essere)?
Questa è una domanda devastante nella sua chiarezza e semplicità. Al di là della risposta di pancia che mi si era subito palesata ("vorrei essere un trader che guadagna"), mi ha costretto a fare i conti con la realtà del mio tempo e della mia psicologia. (Nota a margine: in quella risposta manca un avverbio fondamentale, tipico errore da principianti. Vediamo se lo indovinate alla fine!).

2.Cosa mi piace vedere sui grafici?
Sì, esatto. Ho cercato una sorta di senso estetico che mi appagasse la vista e mi desse un senso di ordine e pulizia. Se devi passare ore davanti a uno schermo, quello che vedi deve parlarti in modo chiaro, non crearti mal di testa.

3.Quale indicatore mi ha infuso più fiducia durante i test?

Non ce la facevo più a vivere scissa a metà: fissare la parte bassa dello schermo in attesa del guizzo dello Stocastico e, contemporaneamente, aspettare che la media mobile venisse toccata dal prezzo nella parte alta. Dovevo scegliere cosa guardare davvero.

Dal caos al "Daily": come ho trovato la mia quadra.


Rispondere a queste domande ha richiesto un grande bagno di umiltà. Ho passato al setaccio le mie giornate e ho capito una cosa fondamentale: i timeframe bassi non facevano al caso mio. Nella vita di tutti i giorni ho interruzioni continue. Non avrei mai potuto operare con costanza se, nel bel mezzo di un trade a 15 minuti, avessi ricevuto una telefonata di lavoro o fossi dovuta uscire di tutta fretta.

Mi sono resa conto che, per il mio carattere, un timeframe più lungo mi dava più tranquillità, più pacatezza, meno rumore di fondo e, di conseguenza, molta meno ansia. Non dovevo rincorrere il prezzo ogni secondo. Dopo queste considerazioni, la scelta è caduta in maniera naturale sul timeframe Daily. Una candela al giorno, una sola decisione strategica da prendere a mercati chiusi.

Sono passata poi alla seconda questione: cosa mi piaceva dei grafici? La risposta è stata una rivelazione: mi piacciono i grafici puliti. Adoro tracciare livelli di supporto, resistenze e ritracciamenti di Fibonacci. Mi affascina vedere il prezzo reagire quando vi si avvicina, notare come il mercato si ricordi di essere già stato lì in passato. Spesso i rimbalzi e i pullback su questi livelli statici sono così precisi da essere perfino sconcertanti. Ecco la mia risposta: via gli indicatori matematici, spazio alla Price Action pura.

La terza questione si è dipanata di conseguenza. Controllando lo storico delle mie operazioni passate, ho dovuto constatare che quelle più soddisfacenti (e in profitto) erano state quelle in cui avevo analizzato la struttura del prezzo, senza aspettare l'ipervenduto di un oscillatore.

Il potere della scrittura nel trading.
Ecco fatto. Cominciavo finalmente ad avere chiarezza e la mia soddisfazione era alle stelle. Con tre semplici domande avevo stabilito che trader volevo essere e che tipo di trading si addiceva alla mia vita.

Ancora oggi, il mio processo si sposa perfettamente con il mio modo di analizzare i problemi: scrivere sull'agenda. A proposito, un piccolo segreto: anche parte degli articoli che pubblico su questo blog sono prima scritti a mano su un blocco, spesso con la brutta calligrafia di chi deve fermare il pensiero prima che scappi.

L'agenda cartacea nel trading mi dà un "superpotere": mi permette di fermare un'idea, di stabilire in anticipo le size di una posizione senza farmi prendere dalla confusione, e di annotare lo stop loss e il target prima ancora di cliccare "compra" o "vendi". Quando il piano è scritto a penna, diventa un contratto vincolante con se stessi.

Il mio consiglio per te.

Se anche tu ti trovi in un momento di confusione, se guardi i grafici e provi un senso di sconforto, fermati. Fai un respiro profondo. Prendi un foglio di carta e prova a mettere nero su bianco queste tre semplici domande. Cerca la tua risposta, ma mi raccomando: rispondi con totale sincerità. Scava nel tuo profondo senza definirti come vorresti che gli altri ti vedessero. Non devi fare il trader d'assalto se sei una persona ansiosa, e non devi fare l'investitore di lungo termine se ami l'adrenalina. Sentiti a tuo agio con il trader che sei veramente. Non appena avrai lasciato andare le immagini e le definizioni che non ti appartengono, troverai il tuo modo di tradare. E lì nascerà la tua vera strategia.

Alla prossima e buon lavoro, traders!

P.S. Allora, avete trovato l'avverbio mancante nel punto 1? La risposta della pancia era "vorrei essere un trader che guadagna". Quella matura è: "vorrei essere un trader che guadagna costantemente". È quell'avverbio che cambia totalmente le regole del gioco, spostando l'obiettivo dal colpo di fortuna alla costruzione di un metodo ripetibile nel tempo. 

(2026)Riproduzione riservata. Questo articolo è apparso originariamente su cronacheditrading. È vietata la copia anche parziale . Ricorda : questa è solo la mia analisi personale e non costituisce un consiglio finanziario. Opera sempre secondo il tuo piano di trading e la tua gestione del rischio.

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