C'è una frase che ripeto spesso quando mi trovo a parlare di Price Action: il grafico non ha memoria, ma il cervello umano sì.
Quando decidiamo di ripulire lo schermo dagli indicatori matematici per osservare solo il prezzo, ci prendiamo una grande responsabilità. Non abbiamo più un algoritmo che ci dice "compra" o "vendi" tramite un incrocio di linee. Abbiamo solo il nostro occhio, la nostra esperienza e, soprattutto, la nostra capacità di riconoscere una struttura familiare. Ma come si allena questa capacità? Come si passa dal guardare un ammasso caotico di candele bianche e nere al vedere una mappa ordinata e geometrica? La risposta è in un esercizio tanto semplice quanto potente, che definisco "le frecce sul passato".
L'archeologia del grafico: un esercizio a mercati chiusi.
Periodicamente, prendo la mia piattaforma e compio un viaggio a ritroso nel tempo. Vado indietro nei mesi sul timeframe Daily e, utilizzando lo strumento freccia disponibile su qualsiasi software di analisi, inizio a marcare il grafico. Vado a caccia di quelle candele che, in quel preciso momento storico, possedevano tutte le caratteristiche del mio segnale operativo. Divido questo lavoro di "archeologia grafica" in due categorie distinte:
1. Le operazioni che ho effettivamente tradato.
Attraverso la funzione dello "storico di trading", lascio che la piattaforma mostri sul grafico il punto esatto in cui sono entrata e dove il trade si è fermato, che sia stato uno stop loss o un target. A bocce ferme, analizzo il reperto. Se il trade è andato in stop, cerco di capire se ho commesso un errore di analisi (magari forzando un livello poco chiaro) o se, al contrario, tutto era perfettamente in linea con il mio piano. Ricordate il concetto di Perdita Virtuosa di cui abbiamo parlato? Questo esercizio serve a vidimare quella virtù. Se ho rispettato le regole, quella x sul grafico non è un fallimento, è solo il costo della statistica.
2. Le operazioni che NON ho seguito.
Questo è il terreno più scivoloso. Segno con una freccia la candela di segnale che ho perso o ignorato, poi calcolo se la struttura offriva lo spazio per un Rapporto Rischio/Rendimento (R:R) di almeno 1:1. Se il prezzo è andato a target metto una spunta, se ha preso lo stop metto una x. Mentre faccio questo, però, attivo un importantissimo campanello d'allarme mentale. A mercati chiusi e a grafici fatti, il cervello tende a farci cadere in un inganno psicologico devastante: il bias del senno di poi. Bisogna stare attentissimi a non darsi colpe inutili ("ecco, vedi, sono la solita distratta, avrei fatto mille pips") o meriti inesistenti ("meno male che non sono entrata, lo sapevo che avrebbe girato"). In quel momento storico le candele di destra non esistevano. L'analisi retrospettiva serve solo a valutare la pulizia visiva del setup, non a flagellare il proprio ego.
Il superpotere della familiarità (Non della certezza)
Ammettiamolo con totale onestà: questo processo a volte è mortalmente noioso. Ci sono giornate in cui inizio, mi stufo dopo dieci minuti e spengo tutto. Altre volte, invece, sono ben concentrata, entro in uno stato di flusso e procedo spedita per ore. Perciò, se deciderai di provare questo tipo di allenamento, non sentirti in colpa se non riuscirai a farlo e completarlo ogni giorno con la precisione di un monaco amanuense. Siamo umani. Ma ti assicuro che la ripetizione costante di questo esercizio, anche se fatta a tratti, produce un effetto straordinario nel lungo periodo. Si tratta a tutti gli effetti di un allenamento. Come fanno gli sportivi ad arrivare ad eseguire alla perfezione il movimento che la loro specialità impone? Attraverso la ripetizione. Non aspettano la gara per "provare la strategia", continuano con con costanza maniacale ad eseguire la medesima routine, fino a quando il corpo lavora in autonomia, fa da solo. Durante la competizione riconoscerà i passaggi che lo portano ad eseguire al meglio la prestazione, senza che la stessa si carichi di ansia dovuta all'ignoto. Questo lavoro non ti darà mai la garanzia di successo né nello sport tantomeno sul prossimo trade. Il mercato rimarrà sempre un ambiente probabilistico e imprevedibile. Quello che ottieni, però, è qualcosa di molto più profondo: la familiarità visiva e la tranquillità. Abituando il cervello a riconoscere la geometria delle situazioni passate, crei un archivio di memoria. La prossima volta che ti siederai davanti ai grafici in tempo reale la mattina presto, e vedrai una determinata struttura formarsi su un livello statico Major, non proverai panico o ansia da prestazione. Il tuo cervello sussurrerà: "Ehi, questa situazione la conosco. L'ho già vista cento volte sul passato. So esattamente cosa devo fare". E in quel momento, l'esecuzione diventerà un atto naturale e sereno.

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